Semina di Sarracenia

Nella storia evolutiva delle piante il seme segna un grosso traguardo per la diffusione delle Spermatofite (dal greco spèrmatos che significa seme e phytòn, ossia pianta), infatti le Tracheofite (piante vascolari) appartenenti a questa superdivisione sono le sole che hanno come risultato della riproduzione sessuale i semi.

Il seme, organo della pianta, quiescente, è formato da un’embrione rivestito dal tegumento, proprio per questo rivestimento protettivo, che si occupa degli scambi interno-esterno, i semi di Sarracenia necessitano di stratificazione.

La stratificazione di Sarracenia avviene naturalmente, dopo che gli ovari si aprono e disperdono i semi, durante il periodo di riposo, quando le temperature diventano più rigide. E’ possibile eseguire stratificazioni a freddo artificialmente, tenendo i semi in frigorifero, magari avvolgendoli in garza sterile, inumidendoli di tanto in tanto, per 6-8 settimane; questo trattamento indebolirà il tegumento e permetterà all’embrione di germinare.

L’embrione è il risultato dello sviluppo dello zigote, cellula che si ottiene con la fecondazione dalla fusione delle cellule specializzate: gameti maschile e femminile. Alle due estremità dell’asse del seme sono riconoscibili il meristema apicale della radice (radicula) che si svilupperà in apparato radicale e la plumula, meristema caulinare apicale, da cui si genererà la parte aerea. Sotto la plumula si trovano i dicotiledoni, che hanno funzione di accumulo delle sostanze di riserva necessarie per la germinazione, e l’ipocotile.

I semi maturi hanno un contenuto di acqua sotto il 14%, quindi vista la natura proteica dei colloidi plasmatici hanno un’elevate capacità imbibitorie, l’idratazione quindi non avviene per effetto osmotico, ma vincendo la pressione, molto elevata, dei colloidi, permette la germinazione.

Un’altra tecnica artificiale per la stratificazione a freddo è la Freezer-cut, in cui si idratano i semi per 24-72 ore e successivamente si congelano per altre 24-48 ore.  Mentre in natura l’azione del variare delle temperature esercita uno stress meccanico sfruttando l’elasticità del tugumento e quindi assottigliandolo, quest’altro metodo sfrutta l’aumento di volume dell’acqua usata per idratare e la diminuzione dell’elasticità alle basse temperature del tugumento, creando microlesioni sulla superficie del seme.

La germinazione e la dormienza dei semi ortodossi di Sarracenia sono influenzate da fattori di diversa natura. Il rapporto tra l’acido abscissico e le giberelline che stimolano lo sviluppo coadiuvante delle citochine, la promozione delle reazioni enzimatiche da parte dell’acqua che permettendo una migliore assimilazione delle sostanze di riserva, fa aumentare la tensione necessaria alla rottura del tegumento, infatti se il peso dell’acqua nel seme non supera il 40% ( del seme fresco), la germinazione non avviene. La temperatura, che all’aumentare segna la fine del primo ciclo di vità dell’embrione e quindi rompe la dormienza. Per finire Luce con la sua influenza fotoblastica, e l’ossigeno la cui presenza è essenziale.

I semi di Sarracenia, possono essere stratificati anche naturalmente nei nostri vasi, o almeno nelle zone più fredde, semplicemente riponendoli sulla superficie del nostro substrato, per poi essere esposti al natural freddo invernale, riparati dalle intemperie.

Carnivorandia 13 Febbraio 2018

 

  • Inbreeding, outbreeding, and heterosis in the yellow pitcher plant, Sarracenia flava (Sarraceniaceae), in Virginia, Philip M. Sheridan, David N. Karowe, 2000
  • Elementi di biologia vegetale : botanica generale / Oreste Arrigoni. – Milano – Casa editrice ambrosiana, 1977
  • Interspecific and intraspecific variation in seed size and germination requirements of Sarracenia (Sarraceniaceae), Aaron M. Ellison, 2001
  • The Physiology of Flowering Plants: Their Growth and Development. H. E. Street , Helgi Opik, E.J.W. Barrington, 1971

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